lunedì 1 ottobre 2007

import export


Immagine tratta da: greenpeace.org


Non è vero che noi bianchi portiamo via risorse dall’Africa senza lasciare niente. Anche noi, ogni tanto, portiamo qualcosa, una merce importantissima, il cui traffico vale un sacco di soldi.
Il 19 agosto 2006 una nave attracca al porto di Abidjan (capitale economica della Costa d’Avorio). Richiede e ottiene l’autorizzazione per scaricare 581 tonnellate di rifiuti da lavorazione di idrocarburi. Questa nave batte bandiera panamense, ha un equipaggio russo, è di proprietà di una società norvegese ed è stata noleggiata da una società fondata in Olanda, ma con sede in Svizzera e in altri 36 paesi. Per 30 ore 19 camion scaricano dalla nave e trasportano in discarica, nella città di Abidjan. Terminato lo scarico la nave salpa le ancore e se ne va. Da quel momento le persone cominciano a presentarsi presso gli ospedali cittadini. Pare che ci siano stati 19 morti (tre bambini), 69 ricoveri e 102.806 intossicati.
Accertamenti sono in corso. L’armatore respinge le accuse e dice di essere stato autorizzato e di aver scaricato una mistura di acqua, soda e benzina.
La società di navigazione è stata condannata a pagare 198 milioni di dollari a parziale risarcimento.
Il 27 settembre 2006 la stessa nave è stata intercettata da Greenpeace in Estonia. Le indagini muovono per capire se risponde al vero che esistano navi funzionanti come raffinerie improvvisate, che scaricano a mare gli scarti di raffinazione e rivendono la benzina di scarsa qualità a paesi in via di sviluppo.

http://www.int.iol.co.za/index.php?set_id=1&click_id=86&art_id=qw117141012096B216
http://www.altreconomia.it/index.php?module=subjects&func=printpage&pageid=411&scope=all
http://www.namir.it/VANGOGH/tossico.htm



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